LA COMUNICAZIONE DISFUNZIONALE E PATOLOGICA

Comunicazione Disfunzionale e Patologica

Il Ruolo della Comunicazione nell’Esacerbare le conflittualità di Coppia

 

INTRODUZIONE

La Scuola di Palo Alto ha sviluppato numerosi studi sul ruolo giocato dalla comunicazione nel esacerbare le situazioni conflittuali, all’interno dei rapporti interpersonali. Infatti, Watzlawick, Beavin, Jackson (1971)[1], dopo aver presentato i cinque assiomi della comunicazione umana [2], illustrano le principali modalità disfunzionali di comunicazione, correlate a ciascuno degli assiomi. Esse sono: la squalifica, la disconferma, i problemi di punteggiatura, i difetti di decodificazione, l’escalation simmetrica e la complementarietà.

La Squalifica (rispetto al 1° assioma):

È un artificio comunicativo e consiste nel rispondere ad una domanda senza dare una risposta. Essa è caratterizzata dall’utilizzo di sproloqui o modi per privare la comunicazione di significato. Questo avviene tramite il fraintendimento, oppure cambiando argomento, contraddicendosi, o utilizzando frasi ermetiche. Inoltre, essa può nascondere un implicito riconoscimento di valore dell’altro, camuffato sotto le vesti di un attacco. Se diventa l’unica modalità comunicativa può diventare patologica, ad es. nel caso del comportamento schizofrenico. In questo caso, viene utilizzato un tipo di linguaggio ambiguo (lo “schizofrenese”) che lascia all’ascoltatore la scelta tra molti significati diversi e a volte incompatibili come nelle ingiunzioni paradossali, che nel momento in cui si fa quanto chiesto, le si disattendono;

La Disconferma (rispetto al 2° assioma):

Si tratta di una modalità comunicativa che può mettere gravemente in crisi il senso del sé. Il ricevente non da ne conferma (funzione di sostegno) ne rifiuto (riconoscimento tra i comunicanti) ma si comporta in modo così sfuggente da comunicare all’emittente il messaggio “per me tu non esisti”. Un esempio può essere rappresentato dalla madre che, arrabbiata con il figlio, non risponde ai suoi tentativi di replica, tenendogli il “muso lungo”. La disconferma totale è rara più frequente è quella parziale corrispondente, al non riconoscimento di alcuni aspetti dell’individuo: di alcune sue idee, sentimenti o desideri. Ad es., alcuni genitori possono mis-conoscere al proprio bambino la possibilità di manifestare la sua sofferenza dicendogli quando piange: “non fare la femminuccia”;

I Problemi di Punteggiatura (rispetto al 3° assioma):

In questo caso, ogni persona punteggia il discorso in modo da attribuire automaticamente agli altri delle colpe fino a giungere a posizioni rispettivamente rigide. Si tratta di un disaccordo che può perdurare all’infinito sino a che gli interlocutori non decidano di metacomunicare[3], e cioè comunicare sulla comunicazione stessa. Un altro fenomeno disfunzionale è quello della profezia che si autodetermina. Infatti, secondo Watzawick e altri (1967): «la persona che agisce in base alla premessa “non piaccio a nessuno”, si comporterà in modo sospettoso, difensivo confermando la premessa da cui il soggetto era partito». Il problema di punteggiatura sta nel fatto che questa persona crede di reagire agli atteggiamenti degli altri e non di provocarli, confondendo la causa con l’effetto;

I Difetti di decodificazione (rispetto al 4° assioma):

Riguarda gli errori nella “traduzione” del messaggio analogico in numerico. Il messaggio analogico, infatti, ha quasi sempre una certa ambiguità e si può prestare a più interpretazioni. Tuttavia, secondo il principio della seconda cibernetica l’osservatore non può mai essere neutro, ma partecipa egli esso alla costruzione delle realtà e, quindi, anche alla codifica dei messaggi. Il messaggio attribuito dall’emittente e quello elaborato dal ricevente non possono corrispondere. Quindi è opportuno parlare di difetto di traduzione del messaggio analogico in numerico, solo nei casi in cui ciò comporta un’alta disfunzionalità.

L’Escalation simmetrica: (rispetto al 5° assioma):

Si giunge quando la competitività prende il sopravvento. In questo caso si passa velocemente di conflitto in conflitto fino a trasformare radicalmente la relazione, fino a romperla se l’escalation non viene interrotta. Ad un certo livello di simmetria ci si può accettare reciprocamente ma quando si vuole essere perfettamente uguali, tutto ciò può portare ad un inasprimento progressivo del rapporto.

La Complementarietà rigida (Rispetto al 5° assioma)

Si tratta di un tipo di relazione caratterizzata dalla presenza di due posizioni distinte una one-up e l’altra one-down. Le due posizioni se rimangono elastiche e i partner sono in grado di oscillare in modo flessibile da una all’altra posizione, venendo incontro alle esigenze dell’altro, si parla di complementarietà funzionale. Essa diviene disfunzionale quando entrambe le posizioni si irrigidiscono su sè stesse. In questo caso si ha una complementarietà patologica che, anche se all’inizio può essere accettata da entrambi i partner, con il tempo il mantenimento di questa posizione diventa problematica, soprattutto quando il partner in posizione subalterna acquista quelle competenze che gli consentono di avere un certo grado di autonomia.

NOTE

[1] Alcuni degli esponenti della prestigiosa scuola di Palo Alto.
[2] Il 1° assioma: Non si può non comunicare; il 2°: Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto (aspetto di notizia) e uno di relazione (comando) in cui impone un comportamento, di modo che il secondo classifica il primo; 3° La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti; 4° Le comunicazioni possono essere di due tipi analogiche (ad esempio le immagini, i segni) e digitali (le parole); 5° Le comunicazioni possono essere di tipo simmetrico, in cui i soggetti che comunicano sono sullo stesso piano (ad esempio due amici) e di tipo complementare, in cui i soggetti che comunicano non sono sullo stesso piano (ad esempio la mamma con il figlio).
[3] Per metacomunicazione si intende, in psicologia, una comunicazione di secondo grado relativa alla comunicazione stessa. È un concetto introdotto dagli psicologi della scuola di Palo Alto per rendere conto della complessità della comunicazione, della sua dinamica, delle sue disfunzionie patologie.

BIBLIOGRAFIA

Gambini P. Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale Casa editrice Franco Angeli (collana Serie di psicologia).

Watzlawick P., J. H. Beavin, D. D. Jackson (1971). Pragmatica della comunicazione umana. Studio sui modelli interattivi delle patologie e dei paradossi. Casa editrice Astrolabio-Ubaldi Editore, Roma.

Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano
Psicologa- Specialista in Psicoterapia Breve Strategica

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